UN VIAGGIO NEL CUORE DELLA NATURA Marina Barbiero: quando l’arte sposa l’armoniaQuesta mostra si concentra in particolar modo sul tema degli alberi, sul loro rapporto con il paesaggio e sul loro valore simbolico ed estetico. Ogni albero, stupendo nella sua armoniosa architettura, radicato nella terra, ma teso verso il cileo è forse la metafora più vera dell’uomo stesso, che pur vivendo nel corpo e nel tempo che tutto trasforma e decompone, ha pensieri creativi e di eternità.
La produzione figurativa più recente di Marina Barbiero – artista nata a Padova, dove tuttora vive e lavora, diplomatasi al Liceo Artistico Statale della stessa città e laureatasi in Architettura all’Università di Venezia – è esposta alla Galleria Astrolabio di Roma con grande successo di critica e di pubblico. Le sue opere ci prendono per mano e ci conducono nel cuore della natura,poiché questa pittrice sente un profondo legame con il paesaggio vicino o lontano ,reale o fantastico,ma in particolar modo con l’oscuro ed inarrestabile potere della sua forza rigeneratrice e ne rappresenta,in tempi e modi diversi,tutti i possibili aspetti,mutamenti e incanti. Si sente legata ad esso da irrinunciabili dinamiche d’interazioni e da un vincolo di appartenenza che con il passare degli anni è divenuto il centro di gravità della sua vita e della sua arte. Questa mostra si concentra in particolar modo sul tema degli alberi, sul loro rapporto con il paesaggio e sul loro valore simbolico ed estetico. Ogni albero, stupendo nella sua armoniosa architettura,radicato nella terra, ma teso verso il cielo è forse la metafora più vera dell’uomo stesso, che pur vivendo nel corpo e nel tempo che tutto trasforma e decompone, ha pensieri creativi e di eternità. Le curiosità prospettiche, la ricerca di punti di vista originali, i tagli compositivi particolari sembrano creare degli spazi dilatati ed illimitati e vie di fuga che ci portano a visioni oniriche nella dimensione dell’!”hic et nunc”, del “qui ed ora” un tempo in cui l’eternità si ferma nell’armonia assoluta di un attimo. Il tempo fermo nell’attimo non narra se stesso, ma viene narrato da cieli limpidi o garbatamente annuvolati, in tutte le stagioni dell’anno, di giorno, di notte, all’alba, durante le prime ore del mattino o al tramonto. In questa dimensione di realtà trascesa glia alberi, colti in immagini rigogliose o anche nella seminudità propria delle stagioni più fredde, appaiono come presenze naturali, ma anche spirituali, in bilico tra umanità e divinità ed emanano una forma di comunicazione a livello profondo, da anima ad anima. Nell’opera “Verso il cielo” (olio su tela – cm 60x80 – 2004) e in “Miraggi” (olio su tela- cm 60x80 – 2005) con un taglio impaginativo essenziale e dal basso verso l’alto i tronchi fuggono verso l’azzurro, ed è come se ci trovassimo tra loro, con la nostra testa piegata all’indietro per poterne osservare le cime e provando quasi una vertigine ascensionale che ci attrae irresistibilmente. Uno stile in bilico tra iperrealismo ed impressionismo, come anche altre opere, rende questa attrazione più vicina e fisica. Nell’opera “Intorno alla vita” (olio su tela – 80x80 – 2004) il linguaggio di Marina Barbiero, che in arte è conosciuta anche con lo pseudonimo di OCCHI PINTI, si fa specificamente più simbolico e in una sublimazione ideale, adottando le linee prospettiche dei tronchi, deformate a spirale, come cornice di un sole caldo, fa riecheggiare alla memoria antiche visioni di simboli solari, comuni a tutte le culture antiche. In “Magia autunnale” (olio su tela – cm 60x90- 2004) veniamo guidati dai colori, quanto mai appropriati, che contengono le tonalità calde terrene delle foglie che si arrossano, del cielo che incomincia a rabbuiarsi più presto, e della luce che prende toni più spenti, ma non meno suggestivi. In “Melodia dipinta”(olio su tela – cm 70x100 – 2004) il tentativo di riportarci alla musica riesce appieno. I colori come note s’intrecciano sui pentagrammi formati da tronchi e rami e creano una vibrazione sul tema di mondi a noi vicini e conosciuti, ma che quest’artista riesce a rappresentare in maniera personale attraverso una resa formale vibrante di luce e spiritualità. In “Finestra della vita”(olio su tela – cm 60x60 – 2005) troviamo un’altra linea di lettura nel gioco prospettico e nella suddivisione dell’opera in quattro tele quadrate, dove l’artista ci offre la sensazione di poterci affacciare proprio ad una finestra, dalla quale possiamo osservare la vita, raffigurata con la metafora visiva di un viale alberato di cui non si vede la fine, ma cui finezza ci giunge dal simbolismo della finestra stessa, occhio che ci protegge e attraverso cui guardare. Le è stato conferito il premio ARTEVITA 2006 “per le sue opere di ampio respiro e immerse in un incanto senza tempo, per l’originalità del suo stile e per l’assunzione di temi legati all’ecologia intesa come equilibrio tra esseri viventi e natura”.