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Cittadella 10 Novembre 2007
Invito 

Mostra personale itinerante “Verso il cielo”,Chiesa S. Maria del Torresino, Cittadella (Pd)

La mostra personale si svolgerà a Cittadella (Pd) , presso la Chiesa di S. Maria del Torresino e avrà come titolo Mostra itinerante “Verso il cielo”..L’inaugurazione sarà il 10 Novembre e la mostra sarà presentata dal critico Gabriella Niero. L’artista omaggerà delle litografie mediante estrazione al termine della presentazione.

Estratto dal testo critico:

Schegge di luce nell’aria

Rami d’alberi si protendono verso il cielo. L’andamento segue morbide sinuosità, un nerbo di vitalità profonda guida il percorso verso l’alto. La suggestione è immediata e sembra richiamare l’impeto di tante braccia umane che si rivolgono a un entità misteriosa, sublime ed infinita. Talvolta questa energia ascensionale sembra convogliarsi in tanti frammenti risucchiati dallo spazio, cellule pulsanti che rivelano singolarmente quel che c’è sotto l’organismo meraviglioso: appunto l’albero. I soggetti di Marina Barbiero possiedono questa grande forza evocatrice soprattutto nell’attimo in cui sembrano assumere forme umane. Il momento creativo nasce essenzialmente da una visione o ancor più da immagini viste ed amate che diventano l’ispirazione per un viaggio privato nell’esistenza e nella conoscenza, dentro e fuori, della natura . Non si tratta soltanto di tronchi, foglie, corteccie che sottendono nel loro elevarsi a una presenza contemplativa ma si tratta di intuire il motore più profondo di questa presenza, cioè l’anima. Quel soffio di vita primordiale, quel respiro nascosto che muove le cose, quell’essenza tutta spirituale. Marina parla di energia, di forza, di pulsioni. Ma degli alberi o degli esseri umani? In fondo è la stessa cosa, con quel mistero che sembra sfuggirci e che l’arte tende appunto a svelarci. L’albero è come noi. Conserva le tracce del vissuto, dell’ esperienza, si imprime di emozioni, di sofferenze, di gioie. La nostra pelle è come la corteccia di un albero, segnata dal tempo, dai venti gelidi dell’inverno , dal calore del sole estivo. Marina Barbiero ha sempre avuto fin nei suoi primi lavori l’ attenzione scrupolosa di fissare lo sguardo al di là della materia, oltre l’epitelio sensibile. Scelto il soggetto arboreo adatto a rivelare il segreto, l’immediata scoperta: sotto pulsa il sangue, scattano le nervature, affiorano espansioni, dilatazioni che nascono dal di dentro. Ed ecco i profili di strutture antropomorfe che ci guidano in questa introspezione fisica e psichica velata dal dolce dialogo dei colori all’imbrunire del giorno–soprattutto i toni dell’azzurro, del giallo, del verde - arrivando a soluzioni di morbidezza materica ed atmosferica. Alberi come schegge di luce nell’aria , esseri pulsanti la cui forma pura si libra nello spazio seguendo i ritmi di una geometrica armonia. Poi tutto si placa: la pittrice si fonde con la natura per condurci verso una rinnovata spiritualità.

 
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